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Le BUFALE dell’ex ministro dell’Economia dalla lingua biforcuta Giulio Tremonti





Giulio Tremonti conferma la mia antica accusa, oltre che di essere come ministro dell’Economia un esempio preclaro della validità del principio di Peter, di avere una lingua biforcuta; accusa rinnovata nel mio saggio sulla XVI legislatura: mentre, su richiesta del suo protettore Bossi, stornava decine di miliardi di fondi FAS dal Sud al Nord, diceva di essere filomeridionale perché aveva zie calabresi.


La settimana scorsa ha sparato due BUFALE gigantesche.

Prima BUFALA

Il 30 marzo scorsoa Radio Radicale, l’ex ministro dellEconomia del IV governo Berlusconi, Giulio Tremonti, oltre a dirsi ovviamente contrario all’imposta patrimoniale sui ricchi, ha accusato il governo Monti di aver causato l’austerità.

Lo trovo scandaloso. Si tratta di una BUFALA gigantesca. Una BUFALA propalata intenzionalmente.

Come è noto ai lettori di questo blog, l’importo totale delle manovre finanziarie correttive del governo Berlusconi-Tremonti, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), è stato ben il quadruplo di quelle del governo Monti, come risulta dalla sintesi dei loro valori:


Riepilogo delle manovre correttive XVI legislatura (valori cumulati)

- Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%)

- Governo Monti 63,2 mld (19,2%)

Totale 329,5 mld (100,0%)

Il governo Berlusconi-Tremonti è stato molto più iniquo del governo Monti e perciò ancor più recessivo. Il fiscalista dei ricchi Tremonti arrivò a tagliare dell’87% la spesa sociale dei Comuni e delle Regioni, destinata ai poveri. Mentre sbagliò apposta il contributo di solidarietà sui redditi e sulle pensioni elevati per farlo poi dichiarare incostituzionale.

Il governo Monti fu molto più equo: v. IMU, patrimonialina sui depositi, TTF e modifica dell’iniqua clausola di salvaguardia tremontiana.

Le misure strutturali (cioè permanenti) valgono tuttora.

Seconda BUFALA

Naturalmente il fiscalista dei ricchi, il sunnominato milionario Tremonti, per difendere i suoi soldi, prefigura disastri e arriva a scrivere sul Corriere: “E’ da escludere in radice l’introduzione di un’imposta patrimoniale che, per effetto del suo prelievo, dirottando verso lo Stato capitali attualmente depositati o investiti in banche e assicurazioni, le farebbe fallire, così creando un disastro ancora peggiore di quello che si vorrebbe evitare”. Si badi che sui conti bancari e postali sono depositati 1.300 miliardi.

E propone: “In alternativa rispetto all’imposta patrimoniale, rispetto alla troika, rispetto alle perdite in linea capitale che ovunque e comunque sarebbero generate da una crisi così determinata, si lancia un “piano di difesa e ricostruzione nazionale”. “Un piano basato sull’emissione di titoli pubblici a lunghissima scadenza, con rendimenti moderati, ma sicuri e fissi, garantito dal sottostante patrimonio della Repubblica (per cui si può e si deve introdurre un regime speciale, anche urbanistico), titoli assistiti, come in un tempo che è stato felice, da questa formula: “esenti da ogni imposta presente e futura”.

E conclude da vero patriota: “E’ essenziale che tutti insieme e ora più che mai si abbia una proiezione patriottica, comunitaria e sociale”.

Risata oceanica.



Post collegato:

Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/9/IRI

Nel post/1, ho scritto della sua “pulsione bulimica (potente quasi come quella del suo Capo S.B.) - che nel caso di Tremonti è forse riconducibile al c.d. istinto di proprietà... che caratterizza i bambini fino a 5 anni di età” e concludevo così: “Speriamo di evitare che al "matto" S.B. possa eventualmente subentrare un altro "matto" (beninteso: "Sarà pazzia, ma non manca di logica", Amleto), fors'ancora più incompetente e dannoso”. Quanto tempo deve ancora passare e quanti danni deve ancora arrecare quest’incompetente al popolo italiano ed alle classi medio-basse (lavoratori, precari, pensionati, disoccupati, inattivi, invalidi, altre categorie a rischio, poveri) prima che riusciamo a mandarlo via, assieme al suo sodale, ancor più incompetente e bulimico, S.B.? 



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Pubblicato il 6/4/2020 alle 12.35 nella rubrica diario.

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